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RIFORMA DEL CATASTO NOVITÀ PER 57 MILIONI DI IMMOBILI

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Da novembre l’Agenzia delle Entrate rende disponibile online il dato sulla superficie delle unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, iscritte nelle categorie catastali dei gruppi A (abitazioni e uffici), B (uffici pubblici, ospedali, scuole e altro) e C (box auto, cantine, laboratori, magazzini e negozi) e corredate di planimetria. Il dato relativo alla superficie è decisivo in vista della riforma del catasto.

di Alessandro Pallottini architetto.
blog-progettoNel 2013 sono state definite le commissioni censuarie che dovranno determinare le nuove rendite catastali, più aderenti ai reali valori di mercato. Il processo, che interesserà circa 63 milioni di immobili, verrà completato nel 2019, ma un primo importante momento sarà contenuto già nella legge delega del prossimo 20 febbraio.

L’Agenzia del Territorio (cioè l’Agenzia delle Entrate) si avvarrà sul contributo dei comuni e dei professionisti del settore immobiliare per aggiornare la banca dati a sua disposizione attraverso un monitoraggio dell’andamento_dei_prezzi_di_mercato.

Per le rendite catastali in futuro sarà più opportuno parlare di valore patrimoniale_di_un_immobile.

Per fare questo si prenderà come parametro l’immobile tipo, verranno poi inseriti parametri specifici per ogni singolo immobile, come: stato di conservazione, affaccio principale, piano, superficie, presenza dell’ascensore, etc.. Il risultato dell’operazione fornirà un valore al metro quadro che, moltiplicato per la superficie dell’immobile, darà il valore che sostituirà la vecchia rendita computata per vano. Nel caso in cui per un immobile fosse impossibile risalire ai suoi dati metrici, si applicherà un sistema di conversione dei vani in metri quadri.
Questo metodo sarà utilizzato solo per gli immobili residenziali,
La riforma prevede anche una nuova riclassificazione degli immobili, in base alla loro destinazione d’uso, quindi non ci saranno più le vecchie categorie (A-B-C-D-E-F), ma soltanto due gruppi: gli immobili ordinari (gruppo O) e gli immobili speciali (gruppo S). Le abitazioni rientreranno_tutte_nella_categoria_O1.

Scomparirà la differenza tra immobili popolari e di lusso, sarà il ministero del Tesoro a definire i criteri di valutazione di immobili signorili e di valore storico artistico.
La riforma dovrebbe essere portata a compimento entro il 2019: scopo è quello di rimediare ad evidenti sperequazioni, come quelle di immobili di lusso ubicati in centro storico classificati come abitazioni popolari e quindi soggetti a una tassazione irrisoria.[/fusion_text][/one_full]