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MEDIOFIMAA. Mediazione creditizia: Una importante funzione sociale

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di Giovanni Petrangeli

TeamManager Mediofimaa S.r.l.
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Non solo problem solver, ma anche e soprattutto promotore di nuove progettualità condivise con il sistema bancario per favorire il credito a famiglie e PMI
La banca si caratterizza per una funzione sociale: concedere credito alle famiglie e alle piccole medie imprese. Non perché ha 1.000 filiali sparse nel mondo che una banca è forte, ma per la sua “presenza sul territorio”. Per rientrare entro questo perimetro di funzione sociale la banca deve optare per una netta separazione tra credito e finanza.
Negli ultimi anni le banche sono state protagoniste assolute nel settore della finanza (mutui subprime, borse, cartolarizzazioni, derivati ecc. ecc.) allargando così la forbice tra gli investimenti finanziari e lo sviluppo economico. Non vi è stata scarsità di liquidità (il paragone con l’acqua dà l’idea di come si possa aspirare e immettere denaro come e dove si vuole), ma è mancato l’impatto sull’economia reale, come era ovvio che fosse.
Facevo riferimento, all’inizio, alla “presenza della banca sul territorio”: è proprio in questo contesto che noi mediatori del credito dovremmo ricavarci un ruolo primario per un possibile sviluppo economico e sociale: aiutare e stimolare da un lato le banche ad affidarsi a società specializzate nella mediazione e consulenza creditizia e dall’altro lato, divenire punto di riferimento (un presidio) per famiglie, piccole e medie imprese e far ottenere loro credito alle migliori condizioni. Queste ultime non saranno sempre e solo individuate nel saggio d’interesse praticato dal sistema bancario: dobbiamo pure immaginare un contesto diverso (l’era dei tassi bassi); Il sistema dei tassi d’interesse ha una sua ciclicità e le leve di comando sfuggono al controllo dei consumatori finali. Da noi i tassi d’interesse si applicano (in altre culture no), ma non è tanto questo il problema come già detto: la funzione di concedere credito è importantissima per lo sviluppo del nostro benessere.
Di conseguenza non sarà tanto l’inevitabile “up and down” dei tassi sui mutui e prestiti a doverci mettere ansia, quanto invece la crescita molto lenta dello sviluppo economico nel settore privato. Le cosiddette PMI, le piccole e medie imprese, sono rimaste molto indietro sia a livello salariale sia per quanto riguarda i profitti.
Uno scenario futuribile: massimizzare questa importante funzione sociale del credito. Dobbiamo farci promotori di nuove progettualità condivise con il sistema bancario. Assumiamo una funzione di stimolo positivo e sinergico con le banche: famiglie e imprese hanno necessità del credito per la loro naturale sussistenza e per creare occupazione. Infine, il ruolo del mediatore creditizio deve mutare pelle: da mero “risolutore di problemi” a protagonista di un nuovo patto tra banche, famiglie e imprese partendo proprio dalla base, dal territorio dove sorge il bisogno; altrimenti ci troveremo in un paradosso in cui il “cielo è carico d’acqua, ma non piove mai e il terreno è sempre più arido…”.