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ARREDARE. CARTE DA PARATI: NUOVI CONCETTI E NUOVI STILI

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Carte da parati. Quante volte nelle vecchie fotografie relegate nei nostri cassetti troviamo impressi dei fermi immagine con un denominatore comune: la carta da parati. Elemento distintivo che ha segnato il design e la storia dell’arredamento.

di Simona Mochi – Interior Designer – NTT PROJECT Srl

Ma da dove proviene questo materiale che oggi sta tornando in auge?
Come elemento decorativo e distintivo nasce all’incirca nel I° secolo in Cina, anche se ne reclamano l’origine in numerose parti del globo.
La Cina ne fa un uso massiccio sia all’interno dei palazzi che all’interno delle abitazioni, considerandola una forma d’arte espressiva.
I primi tentativi di “carta da parati” erano singoli fogli di carta straccia su cui si stampava con blocchi di legno. I motivi decorativi potevano essere geometrici, stampati a partire da un unico blocco di legno inciso, o più complessi, composti di parti diverse da stampare con un numero maggiore di blocchi. I motivi decorativi venivano stampati in bianco e nero e gli inchiostri colorati applicati successivamente tramite stencil.
Negli anni successivi questa tipologia di decorazione comincia a prendere piede anche in Europa, dove artisti decidono di decorare questo meraviglioso supporto, lasciando la loro impronta artistica in molti contesti.
Questo avvenne nel XVII secolo, con la comparsa dei primi rotoli composti da 12 fogli singoli uniti e incollati insieme dopo la stampa, per una lunghezza totale di circa dieci metri, la lunghezza standard ancora oggi dei rotoli di carta da parati. Ci vollero quasi un secolo e molte innovazioni della tecnologia per arrivare a produrre un unico rotolo di fogli singoli incollati insieme prima della stampa: fu un vero e proprio evento nello sviluppo della carta da parati, che consentì ai disegnatori di sperimentare motivi ripetuti di dimensioni di gran lunga superiori a quelle del foglio singolo.
Come conseguenza di questa evoluzione, si verificò un interessante cambiamento di mentalità: ora la carta da parati non si limitava più a imitare superfici e finiture esistenti come legno, tessuti o marmo, ma iniziò a distinguersi per i motivi decorativi, ricercata da quelle stesse classi benestanti che in precedenza l’avevano snobbata. In questo periodo l’industria inglese del settore conobbe una tale fioritura che nel 1712 la Regina Anna dichiarò la carta da parati un bene di lusso, introducendo una tassa sulla carta “dipinta, stampata o macchiata che venisse usata a guisa di tappezzeria da parete. Per aggirare la tassa, la carta veniva colorata a mano dopo essere stata applicata alle pareti”.
Negli anni ’70 che rappresentano la sua massima espressione, numerose case produttrici si avvalgono di designer, architetti e artisti per far decorare i loro “rotoli”.
Pop Art, geometrie semplici, ambientazioni futuristiche cominciano a fare breccia nelle abitazioni di molte persone.
Con il passare degli anni questo materiale comincia a essere surclassato dalla scelta di decorare le pareti con pitture.
Come ogni cosa, l’elemento non sparisce del tutto, molte fabbriche continuano a produrre questo materiale tanto che negli ultimi anni, grazie a nomi risonanti dell’arte e dell’architettura, si comincia nuovamente a parlarne.
Esistono diverse tipologie di carte da parati con fantasie e colorazioni adatte a tutti i gusti, per case moderne o classiche: floreali, con motivi geometrici ecc.
Il materiale con cui è realizzata la tappezzeria decorativa (carta, tessuto, vinile, tnt, fibra di vetro e altri ancora) è il principale criterio per individuare quella che fa al caso proprio. Ogni tipo ha caratteristiche specifiche, sia dal punto di vista pratico, sia per resa estetica.
Carte da parati viniliche
Robuste e facilmente lavabili, due sono le tipologie: con sottofondo in carta, piuttosto leggere, oppure in tnt (tessuto non tessuto), più consistente, adatte anche in cucine e bagni.
Cosa si intende esattamente con lavabile? Si intende che lo sporco può essere rimosso facilmente utilizzando una spugnetta umida con sola acqua o con saponi neutri, evitando prodotti chimici aggressivi che potrebbero comprometterne le superfici.
Le carte indicate sono resistenti allo sfregamento mediante spazzole morbide, ma sempre facendo attenzione al vigore dell’azione pulente. Certo, non tutte le carte da parati sono lavabili. Per ambienti come appunto quelli della cucina domestica o di ristoranti, bar, gelaterie o pizzerie, è consigliabile una carta maggiormente resistente, come quella vinilica su tessuto non tessuto o magari con uno strato di resina protettiva.
Carte da parati in tnt
Le tappezzerie in tessuto non tessuto hanno buone doti di resistenza e sono di facile manutenzione perché possono essere lavate e mantengono i colori inalterati nel tempo. Molteplici le varianti, sono “vellutate” al tatto e di una certa consistenza.
Carte da parati di carta
Quelle in cellulosa naturale, formate da un solo strato, risultano piuttosto leggere e assorbono facilmente l’acqua; possono però diventare più robuste se finite con la spalmatura di un impregnante vinilico protettivo.
Carte da parati in fibra naturale
Si utilizzano cotone, lino, juta, sisal e bambù, sughero, pelle. Di grande pregio sono le tappezzerie di seta, stampate o dipinte a mano con motivi personalizzati.

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